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I recipienti per contenere
l'acqua benedetta trovano la loro origine in una sinodica di Leone IV
anche se esemplari più antichi si possono far risalire al X secolo.
Diversi sono i tipi di acquasantiere: nelle chiese, generalmente sono in
marmo, poste all'ingresso ed hanno importanza in base alla maestosità
dell'edificio. Con il diffondersi dei vari oggetti devozionali nella
seconda metà del XVI secolo nasce anche l'acquasantiera da porre in
casa, in genere in ceramica, argento o bronzo. Nell'ingresso di casa,
sul capezzale o secondo alcuni usi ai piedi delle tombe è la
collocazione naturale dell'acquasantiera in ceramica (parente stretta
della targa devozionale molto in uso fra i credenti). Il valore
artistico delle acquasantiere di FIDIA è caratterizzato dalla fattura
manuale e dalla pittura che ricalca le antiche tradizioni della ceramica
derutese. Vasta è quindi la scelta fra le tante pitture
devozionali. E'
possibile inoltre realizzare acquasantiere con soggetti sacri a
richiesta. Ogni acquasantiera è un pezzo unico. Nessun obbligo, per
carità, ma vedere un'acquasantiera non è come vedere un'altro oggetto,
provoca essenzialmente un momento di riflessione che non può far male. |

Acquasantiera realizzata da Quintili Attilio
e dipinta da Veschini Anna Maria
Riproduzione deruta XVII secolo
Originale: Museo Regionale delle
Carmiche di Deruta.
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